EVOLUZIONE DELLA LOGICA D’INVESTIMENTO: SOSTENIBILITA’ E RESPONSABILITA’ SOCIALE

Gli investimenti Esg (acronimo di “Enviromental, Social and Governance”) non sono una moda del momento, essi rappresentano uno stato evoluto della concezione dell’investimento che si sta manifestando come vero e proprio mega-trend.

Un numero sempre più ampio di investitori e di imprese, infatti, sta comprendendo l’importanza di assumere comportamenti sostenibili nel tempo; del resto, ciò costituisce un vantaggio competitivo, soprattutto per le grandi imprese che basano molto del loro prestigio nel rapporto di fiducia con gli investitori, i quali sono sempre più attenti ai comportamenti virtuosi in ambito ambientale, sociale e di governance.

Il fattore Esg ha interessato anche l’ambito normativo, tanto è vero che l’investimento in tematiche Esg è diventato obbligatorio per i fondi pensione. L’ obbligatorietà normativa comporta però il fatto che molti fondi pensione, come anche le casse di previdenza, tendano ad uniformarsi in maniera passiva, impegnando parte dei loro portafogli in investimenti sostenibili esclusivamente per motivi regolamentari.

Questa superficialità si può spiegare soltanto con la mancanza di cultura sull’argomento e sicuramente con la mancanza di comprensione delle tematiche della sostenibilità.

Infatti, investire nelle tematiche ESG non ha a che fare con movimenti speculativi alla sola ricerca del rendimento assoluto. Ha a che fare piuttosto con la visione del futuro, di come esso sarà, di come vorremmo che sia e con la coscienza che occorre fare la propria parte perché tutto possa ritrovare equilibrio e sostenibilità, e crederci tanto da investirci le proprie risorse! Questo è il punto.

I gestori documentati sulla materia hanno capito che investire comporta una responsabilità sociale che trova la sua realizzazione concreta nella scelta del settore, ricorrendo anche a parametri non solo economici e finanziari. Tutto questo, piuttosto che distrarre l’investimento dalla sua funzione economica, la consolida invece, motivandola più profondamente, ma può svolgere un ruolo importante anche ai fini dell’investimento stesso, in relazione al rapporto rischio/rendimento e quindi alla remunerabilità e stabilità del portafoglio: ricerche mostrano come le obbligazioni e le azioni di imprese con alto punteggio Esg tendano a performare meglio!

La materia Esg rappresenta una realtà complessa, rispetto alla quale occorre avere un atteggiamento tutt’altro che fideistico, occorre avere la conoscenza della materia sufficiente a capire dove e in cosa investire e perché: le tematiche ESG possono infatti appartenere a universi di discorso diversi.  In ambito ambientale conta il fatto che l’impresa abbia o meno un impatto negativo sull’ambiente, non solo, conta anche se privilegia l’utilizzo di materiali non riciclabili o se si avvalga di fornitori che non garantiscono standard in linea con i criteri ESG. In ambito sociale, invece, si guarda all’impatto che l’impresa ha sul territorio, attraverso la promozione di iniziative di carattere sociale sia verso i dipendenti sia verso gli abitanti. Per quanto riguarda la governance, infine, contano le buone pratiche di amministrazione. Per ciascuno di questi fattori esistono decine di indicatori, che purtroppo non sono sempre omogenei e anzi in taluni casi possono presentare addirittura elementi di discrepanza. Inevitabilmente, questo determina incertezza, soprattutto in quegli operatori che non hanno una conoscenza specifica e profonda della materia.

Ecco che, chi approccia la materia Esg perché obbligato dalla normativa, come appunto i fondi pensione, lo fa in maniera poco evoluta, adottando perlopiù indici basati sull’esclusione (vale a dire fermandosi alla semplice esclusione di settori e aziende controverse come i settori inquinanti, la produzione di armi, le aziende che sfruttano la manodopera infantile, i paesi dove non sono rispettati i diritti umani, ecc.)

Una conoscenza più approfondita dell’approccio Esg invece porta ad utilizzare anche strategie più avanzate come l’engagement (che consiste nell’intervenire e votare alle assemblee delle società di cui si sono comprate le azioni, per dialogare con le aziende non solo sui temi di governance, ma anche su problematiche ambientali e sociali, con l’obiettivo di influenzarne in modo positivo l’attività, sollecitando presso l’amministrazione comportamenti sostenibili e responsabili).