Strategie Intelligenti per sfruttare la volatilità dei mercati a proprio vantaggio

Il market timing è un approccio estremamente complesso ed è altrettanto complicato applicarlo in maniera coerente. Non sono mai stato capace di farlo. Ho conosciuto delle persone che a volte erano in grado di dire quale fosse il momento giusto per comperare, ma riuscivano a farlo solo perché ottimiste per natura, ossia non erano in grado di riconoscere quando era il momento opportuno per vendere

Anthony Bolton, Portfolio Manager Fidelity

Chi ha investito, in questo periodo sta attraversando un momento difficile. È già successo in passato e succederà ancora in futuro. La volatilità è un fatto che si deve accettare, ma come affrontarla? Il problema è soprattutto questo! È naturale voler rimanere indenni durante i ribassi, tanto che molti vengono scoraggiati dall’investire, o –peggio- nei casi di investimento già avviato, tentano di evitarne gli effetti uscendo dal mercato.  L’ansia dell’investitore però non è procurata dalla volatilità, quanto dall’atteggiamento psicologico: gli elementi negativi sono l’impazienza e la paura. Soprattutto quando si vedono le quotazioni calare pesantemente e per tempi troppo prolungati, la tentazione di molti è quella di uscire dal mercato pensando di “risparmiare” margini di valore, sperando – rientrando in un momento successivo, a quotazioni ancor più basse – di recuperare qualcosa, o addirittura di guadagnarci!

Vista in astratto, l’idea è seducente, ma sul piano pratico è estremamente difficile realizzarla. Si tratta di un atteggiamento di scommessa con i mercati, cosa che si addice ad uno “speculatore”, ma che nell’ottica dell’investitore si rivela un azzardo, in quanto l’obiettivo dell’investitore non dovrebbe consistere nel ricavare utile dai movimenti di breve dei mercati, ma ricercare il valore sul lungo termine.

Anticipare le mosse del mercato non solo necessita di punti di osservazione e tecniche comunemente non alla portata dell’investitore, ma anche ammesso che si riesca (aggiungerei per puro colpo di fortuna) ad individuare una flessione prima che si verifichi, si è solo a metà dell’opera, perché poi, per rientrare, è necessario centrare il punto di minimo del mercato, altrimenti l’operazione di uscita sarebbe totalmente inutile, e questo è ancora più difficile. Infatti, in genere, i rialzi arrivano repentini subito prima o subito dopo una flessione.
Tra l’altro bisogna sempre tener presente che, in particolare nel caso dell’attuale situazione dei mercati azionari, è inutile aspettare i segnali di miglioramento dell’economia per investire, perché le borse in genere ripartono prima ancora che tali segnali siano manifesti; quindi se si cerca di calcolare il momento giusto per investire, o per disinvestire, si può capire quanto elevata possa essere la possibilità di fallire.

A questo va aggiunto il fatto che i migliori guadagni si concentrano generalmente in brevi periodi di tempo, quindi è sufficiente rimanere fuori dal mercato per un breve periodo di tempo che poi si rivelasse positivo, per perdere una buona occasione. Osservando come si distribuiscono nel tempo le oscillazioni del mercato (soprattutto quelle importanti), è stato calcolato che rimanere fuori dal mercato nei suoi 10 giorni migliori, avrebbe l’effetto di ridurre i rendimenti su base annua di un terzo, a volte –soprattutto in determinati mercati o in determinati momenti- anche di più.

Quando si investe, il principio regolatore non è quello di anticipare i mercati, ma il rimanervi il più a lungo possibile: maggiore è la durata degli investimenti, più ampia è la possibilità di sfruttare la potenzialità offerta dal mercato stesso. Certo, può succedere di investire in un momento in cui il mercato è già salito, anzi certe volte è proprio dopo fasi positive che il risparmiatore medio prende fiducia e decide di fare il passo. Vero è che il peggior errore che un investitore privato può commettere è proprio questo: farsi trascinare dalle promesse di un mercato in salita, quando prevale un ottimismo generale, per poi uscire in momenti come questo in cui le prospettive sono incerte e le quotazioni scendono. Dal momento però che scopo dell’investimento non è scommettere con il mercato (cioè fare speculazione) ma usare nel tempo la sua evoluzione per generare valore, il fatto di entrare relativamente “alti” ai fini dell’investimento ha scarsa rilevanza. Perciò quando si investe, l’importante è ricordare sempre che la performance passata non deve mai essere presa come garanzia per ciò che potrebbe accadere in futuro perché il valore dell’investimento può salire, come può scendere (il fatto è che non possiamo sapere se, come e quando).

C’è quindi qualche possibilità di non subire la volatilità dei mercati, ma al contrario di sfruttarla a proprio vantaggio?

La risposta è sì! Anzi, il suggerimento è proprio quello di non rimanere passivi. Ma non si tratta di uscire ed entrare, si tratta di programmare l’investimento investendo regolarmente, in modo progressivo, importi predefiniti. Questa strategia funzione in modo piuttosto semplice: una volta stabilito l’asset allocation e lo stock picking del portafoglio, si tratta di investire progressivamente somme sempre dello stesso importo con cadenza regolare (per esempio mensilmente); questo produce rendimenti continui, sul lungo periodo.

Ciò è dovuto al fatto che investire di volta in volta la stessa somma consente di acquistare un maggior numero di titoli (o di quote di fondo) durante le fasi di ribasso del mercato. Ovviamente, nelle fasi di rialzo, il numero di titoli acquistabili con la stessa somma si ridurrà, ma al contempo, la quota detenuta metterà a segno un certo utile. Questa strategia permette inoltre di abbassare il prezzo medio di acquisto dei titoli (o delle quote di fondo).
Per capire meglio, faccio i “conti della serva”: ipotizziamo di investire 1.000 euro al mese in un fondo (piuttosto che 10.000, 500 o 100). Poniamo il caso che il primo mese le quote del fondo valgano 10 euro, con 1000 euro acquisterò 100 quote. Immaginiamo ora che nel secondo mese accada la catastrofe e la quotazione scenda del 50% e abbia ora un valore di 5 euro, con 1000 euro questa volta (e dovremmo dire grazie proprio alla paventata catastrofe) acquisterò 200 quote. E’ vero che a causa della caduta del prezzo, il valore delle quote che già detengo si è dimezzato, ma se facciamo un semplice calcolo statistico, vedremmo che il valore medio delle quote nei due mesi è sceso a 7,5 euro. Ma nel frattempo ho acquistato complessivamente 300 quote (100 il primo mese e 200 il secondo). Ora, 2000 euro investiti per 300 quote dà un prezzo medio per quota di 6,6 euro, quindi ben inferiore al prezzo medio di mercato (7,5 euro). Cosa è successo? E’ successo che l’alta volatilità che abbiamo presunto in questo esempio da fattore negativo si è ribaltata a fattore positivo perché mi ha consentito di acquistare quote a prezzo scontato, il che significa che quando queste si saranno rivalutate, avrò massimizzato il loro valore, e quindi il risultato complessivo dell’investimento: quale miglior modo per sfruttare la debolezza del mercato a proprio vantaggio? Per questa ragione, investire in modo “rateizzato” è tanto più efficace quanto più volatili sono i mercati.

Per chi dispone di un capitale già formato da investire secondo un profilo di crescita, può evitare il rischio di ingresso che abbiamo visto, attraverso un meccanismo molto semplice: si tratta di investire la somma disponibile in un fondo a bassa volatilità e quindi passare a convertire le quote di questo fondo in quelle di uno o più fondi (dipende dalle disponibilità) con più elevata prospettiva di crescita (perciò più volatili). Questo approccio permette di investire progressivamente sui mercati azionari in modo graduale, beneficiando dell’effetto accumulo che ho prima spiegato.

Conclusione

Concludendo, le strategie consigliabili da seguire nei periodi di incertezza dei mercati sono tre:

  • Evitare di entrare e uscire dal mercato (market timing), per evitare il rischio di uscire dal mercato quando ormai è sceso e rientrarvi quando è ormai risalito, peggiorando la situazione;
  • Conservare gli investimenti il più possibile, concentrandosi sugli obiettivi di lungo termine, confidando nel trend rialzista di lungo termine delle quotazioni azionarie;
  • Investire somme dello stesso importo con cadenze regolari, meglio se programmate, per cogliere il più possibile le varie oscillazioni del mercato per aumentare il rapporto costo/beneficio.

Approfondimento: la mia breve intervista su Moneycontroller su questo argomento